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Lettera al Sindaco Tagliani sulla questione UNESCO

Gentile signor Sindaco,

al sito della rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unesco – Parigi, si può leggere, nel novero dei programmi Unesco, alla voce “ cultura”: “La diversità culturale, non solo in senso morale ed emotivo, è l’idea che sottende tutte le Convenzioni Unesco nel campo della Cultura”; e più avanti: “La promozione della diversità culturale è indissociabile dal dialogo interculturale”. E alla voce “comunicazione”: “Conferire potere ai popoli garantendo la libera circolazione delle idee, l’accesso all’informazione e alla conoscenza”.

Fotografia di ESTENSE.COM (http://www.estense.com/?p=582762)

Fotografia di ESTENSE.COM (http://www.estense.com/?p=582762)

Come sa, recentemente il Consiglio esecutivo dell’Unesco riunito a Parigi ha ufficialmente adottato una risoluzione chiamata “Palestina occupata”, che riguarda la città vecchia di Gerusalemme, e che cancella i legami dei luoghi sacri a Gerusalemme con l’ebraismo. Il testo della risoluzione, sostenuto da diversi paesi arabi (Algeria, Egitto, Libano, Marocco, Oman, Qatar, Sudan) in nome della protezione del patrimonio culturale palestinese, nega il legame storico che unisce gli ebrei al Monte del tempio facendo riferimento a quest’ultimo solo con il suo nome arabo di Haram al Sharif (Spianata delle moschee). In particolare la risoluzione Unesco si riferisce ai luoghi santi in arabo parlando di “Moschea di Al-Aqsa/Al-Haram Al-Sharif (il Monte del Tempio) e sue adiacenze”. Il Monte del Tempio è indicato così: “Un luogo santo islamico di culto ed una parte integrale di un luogo culturale patrimonio dell’umanità”. Il documento si occupa prevalentemente di Gerusalemme, ma menziona anche Hebron e Betlemme come luoghi culturali musulmani. Il Monte del Tempio è sacro agli ebrei appunto in quanto sede del Tempio di HaShem. Di esso, dopo la distruzione operata dai Romani, rimangono oggi soltanto alcuni tratti del Muro Occidentale di contenimento, detto anche Muro del Pianto. Gli ebrei usano perciò recarsi in preghiera alla base di tale muro (quindi all’esterno della spianata). Per i musulmani, invece, il Monte del Tempio è sacro perché, secondo la tradizione, il profeta Maometto venne assunto in cielo dalla roccia situata in cima al monte, oggi all’interno della Cupola della Roccia. Il luogo è sacro, infine, per i cristiani, che ricordano le numerose visite di Gesù al Tempio: qui si svolsero le sue dispute con i sacerdoti e altri episodi della sua vita pubblica. Si tratta dunque di un luogo sacro per le tre grandi religioni monoteiste.

La risoluzione è stata adottata suscitando la legittima protesta di Israele e la sospensione delle relazioni con l’organismo Onu. In quell’occasione 24 paesi dissero di essere favorevoli e 6 contrari (Usa, Germania, Gran Bretagna, Lituania, Estonia, Olanda). In 26 si sono invece astenuti (Italia compresa), mentre i rappresentanti di 2 nazioni non erano presenti al momento del voto. Successivamente il presidente del Consiglio Matteo Renzi si è pubblicamente dissociato da quel voto definendolo “allucinante”.

“Nessun forum o organismo al mondo può affermare che non c’è connessione tra il popolo ebraico e la Terra d’Israele e Gerusalemme – ha ribadito il Presidente d’Israele Reuven Rivlin – Un’organizzazione che lo fa, semplicemente umilia se stessa. Possiamo capire la critica ma la storia non può essere cambiata”. Difficile non essere in sintonia con queste affermazioni.

Una decisione che di certo non aiuta né la pace né il dialogo tra i popoli, istanze perseguite dall’Unesco, e su cui la stessa direttrice generale dell’Unesco, Irina Bokova, aveva espresso delle fondate riserve, sottolineando come il patrimonio di Gerusalemme sia “indivisibile”. “Negare, occultare o cancellare una delle tradizioni ebrea, cristiana o musulmana equivarrebbe a mettere in pericolo l’integrità” di questo patrimonio dell’umanità, sempre secondo la Bokova. Per l’Anp si tratta invece di un “messaggio chiaro per Israele di mettere fine all’occupazione”, ma è difficile credere che all’autenticità del dibattito possa giovare la negazione della verità, della storia e della cultura di un popolo.

“La risoluzione su Israele – ha spiegato il ministro Gentiloni nel corso di un question time alla Camera – si ripropone due volte l’anno dal 2010 e dal 2014 contiene le formulazioni che negano le radici ebraiche del Monte del Tempio”. Bisogna “lavorare affinché l’Unesco faccia l’Unesco. Non c’è dubbio – ha detto Gentiloni – che si tratti di una delle organizzazioni Onu che ha un ruolo importante, soprattutto per noi che abbiamo molti siti patrimonio umanità. Ma non si può accettare l’idea che invece di concentrarsi sul patrimonio culturale diventi cassa di risonanza di tensioni politiche”.

Signor Sindaco, la risoluzione ritiene che tali luoghi siano sacri soltanto per la religione musulmana, approvando l’uso del solo nome arabo. Non si tratta di un incidente di percorso ma di una vera ossessione antisionista e antiebraica, da parte di un organismo internazionale che ripetutamente in passato ha manifestato atteggiamenti simili. Si tratta di un’azione di lobby perfettamente riuscita che ha, quanto meno, evidenziato come sia fondamentale intervenire sui fori internazionali come l’Unesco. Se l’Unesco tradisce l’Unesco bisognerà pure che si alzino voci per denunciare tali atteggiamenti. La negazione della storia è un comportamento che caratterizza i regimi autoritari e tutti, ognuno secondo le proprie possibilità, hanno il dovere di intervenire per denunciare e cercare di interrompere una simile prassi.

Il Comune di Ferrara è fra i Soci Fondatori dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco e vanta un Consigliere all’interno della stessa; ha un forte legame con la Comunità ebraica cittadina ed è giustamente orgoglioso del MEIS, Museo nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah; inoltre annualmente a Ferrara si organizza la Festa del Libro Ebraico. Per tutte queste ragioni il Comune e la città di Ferrara non possono accettare in silenzio i fatti sopra riportati e quindi la invitiamo ad assumere alcuni atti. In particolare le chiediamo:

. di adoperarsi per ottenere una convocazione dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale Unesco affinché si pronunci in merito ai fatti sopra descritti, denunciandoli;

. di chiedere all’assemblea elettiva di Ferrara, al Consiglio comunale, un voto di condanna su questi fatti.

Certi del suo interessamento, fin d’ora le comunichiamo che la inviteremo a relazionare su tali interventi all’interno di una pubblica iniziativa che tratterà del voto della risoluzione Unesco in oggetto.

Ferrara, 16 novembre 2016

Mario Zamorani

Pluralismo e dissenso

Mario Zamorani

A proposito di

Mario Zamorani, nato a Ferrara il 28 marzo 1951. Da anni punto di riferimento dei radicali a Ferrara. Dal 1999 al 2004 capogruppo in Consiglio comunale a Ferrara, eletto nell lista civica "riformatori per Ferrara".